ATTILIO. Ditemi, di grazia, chi sia il traditor di fede e assassino d'amici, che prometto farne la vendetta per voi.

EROTICO. È vostro grande amico.

ATTILIO. Tanto piú dovete manifestarlomi, accioché possa guardarmi da lui.

EROTICO. Fareste ben a farlo, perché è ragionevole e debito vostro.

ATTILIO. Come si chiama?

EROTICO. Attilio. E voi sète quello che mi tradite e assassinate, e mi fate il peggior officio che possa farsi; e avete un gran torto.

ATTILIO. Avete voi torto maggiore aver una tal stima di me—e io vi compatisco, perché sète fuor di voi stesso—perch'io son lealissimo con gli amici.

EROTICO. Ma vi prego per quella cara amicizia, che un tempo fu sí perfetta e incorrotta fra noi, che mi siate cortese di quello ch'è mio, per rigor di giustizia e per debito di amore…

ATTILIO. Io non intendo il vostro parlare: o ch'io sia troppo goffo o che voi non esprimete bene il vostro concetto.

EROTICO. … che non prendiate Sulpizia per consorte.