ATTILIO. Deh, caro Erotico, chi ve lo dice?

EROTICO. Tutta la cittá. Ma sappiate che Sulpizia è mio dono irrevocabile, perché ci abbiamo data la fede di essere sposi, e i nostri amori non son stati sterili: però non sarete per possederla legitimamente mai per moglie, né senza gelosia.

ATTILIO. Io prender la vostra Sulpizia per moglie?

EROTICO. E sappiate che, se ben l'uomo per sé non val nulla, la disperazione lo fa valoroso. Almeno trattenetevi per qualche tempo, accioché non vedano gli occhi miei cosí nemico spettacolo e io abbia tempo a partirmi per andar disperso per il mondo: cosí viverete senza mio sospetto.

ATTILIO. Voi potete promettervi di me come di voi stesso, perché stimo voi come un altro me stesso; e vi do potestá che ve la godiate e procacciate per moglie, ch'io vi rinunzio ogni interesse che pretendesse in lei, e ve la rifiuto.

EROTICO. Ella non è cosa di rifiuto, però non voglio crederlo.

ATTILIO. Se non volete credere il vero, crederete il falso.

EROTICO. E che credete ch'io creda?

ATTILIO. Ogni altra cosa, fuor che la veritá.

EROTICO. Piacesse a Dio che cosí fusse!