TRINCA. E che lo stima esser verissimo.

PARDO. Mente per lo cervello. E tu non sai che ciò è una bugia?

TRINCA. E per questo è un ribaldo, perché dice quello che non fu mai; e il peggio è, che le genti lo credono, perché lo veggiono pratticare tanto domesticamente in casa vostra, che possa sapere i vostri secreti.

PARDO. Lo castigherò ben io.

TRINCA. Gulone è come il canchero che, quanto meglio lo nudrite, piú incancherisce e infistolisce.

PARDO. Che rimedio ci sará?

TRINCA. Quello degli infranciosati: con una dieta di pane e di acqua per quaranta giorni, ché lo consumi la fame e la sete in fin all'ossa. Come se li manca la biava, andrá via. Però torniamo a noi. È troppo gran peccato dar cosí degna figlia a quel cervellaccio che riesce cosí cattivo per ogni banda.

PARDO. La vuol senza dote, e il maritar una figlia senza dote è qualche cosa: l'ho riscattata da' turchi e, or volendole dar dote, sarebbe un riscattarla di nuovo.

TRINCA. Meritano i suoi buoni costumi d'esser riscattata diece volte, se bisognasse. Ma noi abbiamo Erotico piú ricco e nobile e d'altri costumi: e vi fa la medesima offerta.

PARDO. Che faresti tu, se fusse tua figlia?