GULONE. Le tue parole m'hanno sconcio lo stomaco di sorte, che, se non vado a ristorarmelo altrove, non sará ben di me oggi.

TRINCA. Oh, come scampa il poltrone! giá li par aver Mazzafrusto e Sgraffagnino alle spalle, che lo menino alla dieta. Il medesimo farò col capitano: porrò tanta zizania fra costoro, che li condurrò che venghino alle mani e si rompino le teste. Andrò al padron giovane a dirli quanto si è oprato in suo serviggio.

SCENA IV.

BALIA, EROTICO, PARDO.

BALIA. Sulpizia smania e non trova luogo per la gelosia di Cleria; mi manda se può saper da Erotico alcuna cosa di nuovo.

EROTICO. O balia, di' a Sulpizia mia, che trattiamo or cosa onde spero che sarem nostri.

BALIA. Parlatemi, di grazia, piú particolarmente, e liberatela da tal passione.

EROTICO. Basta, saprá ogni cosa, e verrò io a dirglielo. Ma parteti da me: presto, presto, scòstati.

BALIA. Perché mi scacciate cosí da voi?

EROTICO. Per cosa che importa, lo saprai poi: scòstati, allontánati da me.