EROTICO. Mi basta la dote delli suoi meriti, la qual è piú tosto soverchia che bastevole; e io mi terrò ricchissimo, se mi vedrò possessore di sí infinito tesoro di grazie: onde mi parrebbe farle gran torto se non la rifiutasse.
PARDO. Io parlo chiaramente; ma contrastiamo dopo fatto il matrimonio.
EROTICO. Io non posso trovar modo in ricompensar tanto beneficio, che mi si fa, in darmisi Cleria; e per mostrar quanto mi sia grata la parentela, io rifiuto ogni dote.
BALIA. (Ragionano delle nozze di Cleria; e dice non voler dote. Giá si confrontano i contrasegni).
PARDO. Stimo che abbiate visto Cleria, per saper se vi piace la sua bellezza.
EROTICO. L'ho vista, e mi piace tanto, che non mi piacque altra giamai altro tanto. Cosí avesse auto ella maggior fortuna di aver conseguito sposo di maggior merito ch'io non sono, come ella è stata favoritissima dalla natura cosí delle bellezze del corpo come di quelle dell'animo.
PARDO. Ve l'ho dimandato, perché so che avete gran tempo seguita Sulpizia, la nostra vicina; e non vorrei, dopo aver sposata la mia figliuola, tornaste a lei, che mal agevolmente si scordano i primi amori.
EROTICO. Se ben molte volte m'avete visto passar per costá, l'ho fatto piú per passatempo che per amor che portassi a Sulpizia; e vi giuro che mai mi piacque.
BALIA. (O Dio, che parole son quelle che sento? or chi crederebbe che fussero uscite da quella bocca, dalla quale poco innanzi ne son uscite l'altre di sí contrario tenore?).
PARDO. Io non vorrei che la lingua fusse differente dal core.