ATTILIO. Se tu non vuoi esser mio medico, sarò io tuo. Ti darò un recipe di venti pugna sul mustaccio e di trenta calci nelle reni.

TRINCA. No, no.

ATTILIO. So che con due parole tu puoi far miracoli.

TRINCA. Non son negromante, che fo miracoli con le parole.

ATTILIO. Non ho visto al mondo piú colerico uomo di te, che avendoti detto, burlando, che ti voleva spianar le spalle, te l'hai preso da dovero. Se ben mostrava colera fuori, burlava dentro. Io offender te, che sei tutto il mio bene?

TRINCA. Ho da servirvi nelle cose oneste, no nelle scelerate.

ATTILIO. Non è cosa onesta salvar l'onor e la vita di Cleria mia insieme con me, che, succedendo quel che disegna mio padre, m'ucciderei con le mie mani?

TRINCA. Cosí dicevate allora. Non mi ci cogli piú.

ATTILIO. M'hai servito altre volte con molta prontezza; e or, piú che mai bisognoso del tuo aiuto, vengo con la medesima confidenza a pregarti che adopri tutto il tuo sapere e ci metti tutto il tuo studio.

TRINCA. Il padron amorevole e grato fa sollecito il servidore.