PARDO. Non ho tempo da spendere in chiacchiere.
TRASIMACO. Fermatevi, dispetto di Marte. Si trattengono a ragionar meco la maestá di quel di Spagna e del Gran Turco, e voi non vi degnate ascoltarmi.
PARDO. Spedetela in brevi parole.
TRASIMACO. Quanto v'ha detto di me quel furfante di Gulone, tutto è mentita.
PARDO. M'ha detto che sète un gran capitano e ricco e veritiero.
TRASIMACO. E se fosse un par mio, lo disfidarei, nudo, con meza cappa, ad uccidersi meco in un steccato, ché per manco d'un pelo ci son entrato cinquanta volte.
PARDO. Poco me se dá.
TRASIMACO. E son cavaliero da tutti i quarti: cerchesi nel mio parentado, tutte son croci di Malta, di S. Stefano, di S. Giacomo e di Calatrava.
PARDO. Forse dubitavano che non li fusse pisciato adosso.
TRASIMACO. E quando veniva a mangiar meco, ho fatto come son solito di far a' miei squadroni: il pan a monti, i buoi a quarti, i capretti a squadre, il vino a botti: e se butta piú in casa mia, che non se ne vede in quelle de' gran signori.