TRINCA. Piú bravo fu quello che te lo sfreggiò!

TRASIMACO. Voglio dir che non fuggo né volto le spalle.

TRINCA. Né quello fuggí o ti voltò le spalle, quando sfreggiotti il viso.

TRASIMACO. Ma bisogna allontanarsi da me, ché, quando ho prese l'armi e sto in furia di menar le mani, l'ira ministra fuoco e fiamme: cosí m'incarno e m'insanguino, la vista mi s'accieca di sorte, che non conosco né amici né parenti, tutti gli guasto egualmente; e le tintinnate della mia spada s'odono un miglio.

TRINCA. Eccolo che viene: o che portamento bizarro!

TRASIMACO. O che portamento da bestia.

TRINCA. (Stimo che oggi arò a crepar delle risa: sapendo quanto l'uno e l'altro sia poltronissimo, sarò spettatore di un mirabil duello). Sará ben che m'allontani io.

TRASIMACO. Fai da savio pòrti al sicuro. Ben venuto il poltrone.

SCENA VIII.

GULONE, TRASIMACO, TRINCA.