PARDO. Creanza de pari tuoi! dopo aver diluviato e tracannato a tuo modo, vai dicendo il contrario.

GULONE. Minestre fredde e vin caldo, che bisognava tormi da tavola piú morto di fame, che quando ci venni.

PARDO. Mi dispiace l'onor che ti ho fatto; ma tu non pratticherai piú meco.

GULONE. Ed a che mi può servir la tua vecchiezza? a darmi consiglio?
Io non ho bisogno di consiglio, né fo mai cosa con consiglio.

PARDO. Se non vai via, chiamerò alcun di casa, che ti spezzi l'ossa.

GULONE. Chiama Mazzafrusto o Sgraffagnino che mi prendano.

PARDO. Vo' entrarmene in casa, per tormi questa bestia dinanzi.

GULONE. A tuo dispetto, or vo ad un banchetto in casa d'un amico.

SCENA VIII.

SULPIZIA, EROTICO.