CAPPIO. Via presto, ch'io avvisarò il padrone, e apparecchiaremo la taberna.
LARDONE. Avèrti che se non mi si attende quanto mi si promette, scoprirò ogni cosa e porrò sottosopra il mondo.
ANTIFILO. (Tutto questo si tratta contro me. Andrò a Posilipo; farò gridar: «turchi! turchi!», di modo che Giacoco torni a casa e disturbi la macchina di Cappio; e non lasciarò modo di affligere Altilia e Giacomino, come eglino hanno me afflitto e sconsolato).
SCENA V.
GIACOMINO, CAPPIO.
GIACOMINO. Oimè, Cappio, che fai?
CAPPIO. Nulla.
GIACOMINO. Come nulla?
CAPPIO. Perché è fatto quasi ogni cosa.
GIACOMINO. Come questo? tu sei qui ancora.