GIACOCO. Tózzola la porta.

CAPPIO. Tic toc, tic toc.

GIACOCO. Quanto sta ad aprire sta madamma tráccola? Priesto, pettolosa mezzacammisa, che te puozze rompere lo cuollo pe ssi scalandruni!

SCENA V.

GIACOMINO, GIACOCO, CAPPIO.

GIACOMINO. Chi batte, olá? è questa l'ora da interrompere i studi?

GIACOCO. O Iacoviello mio, ca singhi benedetto dallo Celo e da me, ca studi commo no cane! come mo me ne preo.

CAPPIO. E se ci affatica con tanto gusto che non lo lascia mai, se non va tutto in sudore; e se voi non l'aveste interrotto, non avrebbe fatto altro tutta la notte.

GIACOMINO. Chi è lá, dico?

CAPPIO. Calate giú, che vostro padre è tornato da Posilipo.