GIACOMINO. Vuoi burlarmi?
CAPPIO. Venete e vedete.
GIACOMINO. Ora chissi so figli che non vanno dereto alle femine guaguine, squaltrine, chiarchiolle, zandragliose; né de chissi nnamorati che fanno taverne, ma stanno ammolati a rasulo sopra libri fin che se ci arreieno.
CAPPIO. Avertite che lo troppo studio non li disecchi il cervello.
GIACOCO. Batti, dico.
CAPPIO. Sento i pantofoli per li gradi, che vien giú.
GIACOMINO. Ben trovato, mio padre! sète venuto molto desiderato.
CAPPIO. (Anzi lo mal venuto, ché non ha potuto venire a peggior tempo).
GIACOMINO. Come a quest'ora?
GIACOCO. Te lo diraggio suso, ca mò sto allancato de fatica.