GIACOCO. Dice ca simmo potecari de marva. Nui simmo potecari de vernecocche e de nespole e le vendimmo a buon mercato. Ha la capo tosta, ha pigliato la zirria de non se partire.
GIACOMINO. Cappio, con un pugno fagli cadere un dente.
GIACOCO. E da parte mia, dui scervecchie e dui seguzzuni.
CAPPIO. Questo a don Ladron, quest'altro al capitan avantaggiato, e questo al nato come il re.
SPAGNOLO. Yo iré á tomar mi espada y en dos golpes, chis chas, os haré mil pedazos.
GIACOCO. N'arai reppoliata na bona remmenata de mazze, mò va' e torna per l'autra: va' e vienici a fare no nudeco alla coda.
SCENA VII.
PEDANTE, GIACOCO, GIACOMINO, CAPPIO, LARDONE.
PEDANTE. Tabernario!
GIACOCO. Ora chesta è autro che crepantiglia. A me tavernaro? tu ne menti e arcimenti pe le canne della gola!