GIACOMINO. Sappiate, signora, che voi sola sète l'oggetto d'ogni mio pensiero, e che il vostro cuore è nel petto mio come il mio nel vostro; e son fatto tanto suo che non spero esser mai piú mio, né possedendo voi, curo di posseder piú cosa al mondo. E pensando che ho da star questo poco di tempo senza voi, mi sento svellere il cuore dalle piú interne viscere del mio petto. Sia per me maledetta quell'ora e quel ponto che, stando senza voi, mai pensi ad altro che a voi.
ALTILIA. Vi ricordo che l'amor de' giovani ha per fine il diletto de' loro amori, e che conseguito l'effetto svanisce l'affetto.
GIACOMINO. Altilia, vita dell'anima mia, se ben ho avuto sempre l'anima e gli occhi invaghiti della sua nobile sembianza, ho sempre riverita l'onestá, i costumi e le rare sue qualitadi, e considerato che nell'amore non è piú stretto ligame che la conformitá de' costumi. Or queste qualitá fanno che conseguito l'effetto, piú vien sempre a crescere l'affetto.
ALTILIA. Io non merito d'essere amata né per bellezza né per raritá di costumi, che in me non sono, ma perché v'ho amato con tutta la tenerezza dell'anima mia: perché non son tanto ignorante che amandovi tanto non meriti di esser riamata; ma essendo l'amor mio straordinariamente grande, dubito che non mi abbiate fatto qualche malia.
GIACOMINO. La malia che l'ho fatta, mia reina, è che l'ho amata con quella schiettezza di amore e lontana da ogni simulazione, che si convenia; e saprá bene che il ricompenso d'amore è lontano da ogni spezie di pagamento, ché l'amor si paga con amore.
ALTILIA. Ahi, che il timor m'uccide!
GIACOMINO. E di che temete, anima mia?
ALTILIA. Che non può esser grand'amore ove non è gran téma, gran sollecitudine e gran sospetto di quel che si deve e non deve temere.
GIACOMINO. Questo dovrei temer io, che sapendo la natura delle donne esser fragile, dolce e tenera e pronta alla mutazione, dubito che lontano dagli occhi vostri non mi sepelliate nell'oblio; ché non è cosa che nell'assenza piú si raffreddi che l'amore, e col nuovo successore non si marcisca.
ALTILIA. Se voi miraste nel centro dell'anima mia, vedreste veramente ch'io in me muoio per vivere in voi; e la donazion che ho fatta di me stessa a voi, è irrevocabile tra vivi, e ve ne ho dato giá il pacifico possesso.