GIACOMINO. Dove son questi scudi?

CAPPIO. Pigliate i capelli d'Altilia che son di miniera, coceteli al foco del vostro core, batteteli col martello, col quale amor vi picchia, in verghe e fatene scudi; o vendete quei rubini, zafiri e perle del suo volto, e cominciate a smaltir cosí gran tesoro.

GIACOMINO. Quei capei tutti son lacci per incatenarmi ed appiccarmi. Ma eccoti diece scudi che gli ho accoppiati col risparmio di quest'anno a tal effetto.

CAPPIO. Or sí, che il focile arde ed il martello lavora.

GIACOMINO. Rinnova l'amor con Lima, ché ci porghi il suo aiuto; ché questa mona Onesta sarebbe per corromper l'onestade.

CAPPIO. Questi danari e il desiderio che ho di servirvi mi giongeranno l'ali a' piedi e mi faran correr velocissimo.

GIACOMINO. Pártiti or ora con quella prestezza che si richiede al mio desiderio, ché la prestezza e diligenza è madre del buon esito delle cose.

CAPPIO. Entrate, ch'io provedendomi d'alcune cose per il viaggio, mi porrò in camino.

SCENA III.

LARDONE, ANTIFILO.