PANDOLFO. Perdonami a me, ché lo merito io. Ma dove sono gli argenti e i drappi che ti ha consegnato l'astrologo?
VIGNAROLO. Che argenti, che drappi?
PANDOLFO. Or questo sarebbe un altro diavolo!
VIGNAROLO. Quando disse che voleva trasformarmi, mi bendò gli occhi; e quando mi tolse la benda, trovai la camera sgombrata.
PANDOLFO. Oimè! oimè! oimè!
VIGNAROLO. Di che piangete?
PANDOLFO. Della sposa che ho perduta, delli argenti e della perdita di me stesso!
VIGNAROLO. A che vi giova il pianto? siate presto acciò l'indugio non vi toglia il rimedio.
PANDOLFO. O infelice me piú di quanti uomini sono al mondo! vado a trovar l'astrologo, benché l'impresa è da disperarsi. Tu entra e taci.
VIGNAROLO. Entro e taccio.