PANDOLFO. Perdendo quelle, era ruinato del tutto; e poiché la ragion mi ha tolto quel velo dagli occhi che mi rendeva cieco, conosco quanto mal fa colui che è servo de' suoi appetiti: e conosco veramente piú convenire al mio figlio che a me. Non vo' piú moglie; e giá bandisco da me tutte le speranze del mondo, e mi restará per penitenza del mio sproporzionato desiderio, che ne arrossirò ogni volta che ne sentirò parlare.

CRICCA. Andiamo, padrone, ché la tardanza non vi offenda.

PANDOLFO. Andiamo presto a ricuperare le robbe e poi attenderemo a' sponsalizi de' figli. Tu, licenza costoro.

CRICCA. Spettatori, la favola è finita: fate il solito applauso che avete fatto all'altre tre sorelle.

FINE DEL VOLUME SECONDO.

INDICE

L'Olimpia pag. 1
La Cintia » 91
Gli duoi fratelli rivali » 195
Lo astrologo. » 303