VIGNAROLO. Risolutissimo; ma avvertite che vuo' che mi promettiate far un altro piacere anco a me quando sarò in casa di Guglielmo.

PANDOLFO. Ed a chi ho da mostrarmi cortese e amorevole se non a te che con ogni obbedienza dimostri servirmi, massime se per tuo mezzo conseguirò la mia Artemisia? Certo che non ti pagherò d'ingratitudine né di discortesia.

VIGNAROLO. Quando sarò dentro e che per opra mia recupererai la tua moglie, io prometterò Armellina sua serva al vignarolo; però quando sarò ritornato vignarolo a voi, mi facciate osservare la promessa con dir che or son in villa.

PANDOLFO. Eccomi e con la persona e con la robba per servirti e porre navi e cavalli per osservarti la promessa, e sarò tuo campione.

VIGNAROLO. Su su, me ne son pentito: la cosa non può riuscire, resta per me.

PANDOLFO. Che dici? che cervello è il tuo?

VIGNAROLO. Orsú, voglio servirvi.

PANDOLFO. E ti vuo' dar del mio ducento ducati piú di dote.

VIGNAROLO. Su, mano a' fatti, andiamo all'astrologo, ché voglio transformarmi.

PANDOLFO. E vuo' che stii sempre tre mesi in letto e mangiar sempre maccheroni.