VIGNAROLO. Se non basta transformarmi, disformami, reformami e conformami ancora.

PANDOLFO. Io so che i baci che ti dará Armellina si udiranno un miglio.

VIGNAROLO. Deh, andiamo presto, di grazia, ché io mi struggo, mi consumo e mi muoro!

PANDOLFO. Fermati! dove vai? non è quella la strada per ire all'astrologo.

VIGNAROLO. Io strabilisco, non so dove mi vada.

PANDOLFO. Eccolo. Monsignore, noi siamo tutti in pronto.

SCENA III.

ALBUMAZZAR, PANDOLFO, VIGNAROLO, GRAMIGNA.

ALBUMAZZAR. Ed arrivati in buon punto di astrologia: ché se il Sole vi fosse padre, madre Venere, la Luna sorella, Saturno vostro avo, Marte zio, Giove fratello e Mercurio vostro consobrino, non si sarebbono collocati in luoghi piú eletti del cielo di favorirvi e spargere sopra voi i loro felici influssi, che nell'ascendere, che nel mezzo del cielo, tutti in angoli, in congiongimenti e felicissimi aspetti di trini e di sestili; e in fortuna, sepolti in luoghi deboli e radenti.

PANDOLFO. Sappiamo bene il valore vostro: che sforzate i cieli a fare a vostro modo. Ecco colui che vuole transformarsi.