ALBUMAZZAR. … E se pure la fenestra settentrionale s'apre in qualche vicolo deserto, non sarebbe tanto cattiva.

GRAMIGNA. (Va designando le finestre donde possiamo aver la robba, ma ogni fenestra sará settentrionale per lui).

PANDOLFO. Vi porterò in mia casa, e voi vi eleggerete quella stanza che vi piace.

ALBUMAZZAR. Or, declinando dalla goezia alla teurgia, farmacia, neciomanzia, negromanzia, arte notoria e altre vane e superstiziose scienze, ci attaccaremo all'arte prestigiatoria che illude e perstringe gli occhi, che fan vedere una cosa per l'altra….

GRAMIGNA. (Giá spaccia la sua mercanzia, chiacchiere e menzogne e carote in furia).

ALBUMAZZAR. … E perché la Luna è quel pianeta in cielo che si transforma in piú forme—ché dalla neomenia in sette giorni sin alla dicotoma, e dalla dicotoma in sette altri giorni al panselino, e in sette altri dal plenilunio alla dicotoma, e in altretanto al panselino,—ci serviremo di quella nella nostra operazione;…

PANDOLFO. Oh cose altissime!

GRAMIGNA. (Giá tuttavia entrano le carote).

ALBUMAZZAR. … perché con quel suo mostrarsi in varie forme, mostra agli uomini d'intelletto che ella sola può fare questa maravigliosissima metamorfosi….

PANDOLFO. Oh che altissime cagioni!