GUGLIELMO. Son quello che tu vuoi che sia: Pietro, Giovanni, Martino.
VIGNAROLO. E perché dicevi poco dianzi che tu eri Guglielmo?
GUGLIELMO. Avea bevuto in un'osteria e stava ubriaco.
VIGNAROLO. Poiché non sei piú Guglielmo, chi sei?
GUGLIELMO. Tuo schiavo, tuo servitore.
VIGNAROLO. Io non ti vidi né conobbi mai, né sei mio schiavo né mio servitore.
GUGLIELMO. Ma di grazia parliamo a ragione: se non son Guglielmo, chi sono?
VIGNAROLO. Se non lo sai tu chi sei, manco lo so io: sei un cavallo, un bue, un asino.
GUGLIELMO. Messer sí, se fussimo nel tempo di Pitagora, direi che quando mi sommersi morii e l'anima mia entrò in un altro corpo e son un altro. Vorrei saper chi sono.
VIGNAROLO. Sei un tartufo!