GUGLIELMO. Io non posso credere che cosí tosto crediate che sia vostro padre, perché tanti contrari eventi di fortuna mi fan chiaramente conoscere che mi conoscete per alcuni precedenti prodigi contro me.
LELIO. Del tutto ne è stato cagione un astrologo.
GUGLIELMO. Chi astrologo?
LELIO. Quando voi vi partisti da Napoli, promettesti Artemisia a Pandolfo; venuta poi la nuova della vostra morte, mi richiese Pandolfo della promessa fattali da voi. A tutti gli amici e parenti parea disconvenevole che ad un uomo di tanta etá se li dovesse attendere la promessa: ce la negai. Egli ha trovato un astrologo che gli ha promesso trasformare il suo vignarolo nella vostra effigie, e sotto il vostro nome entrar in casa e dargli la sposa promessagli; ma io essendo stato avisato dell'inganno prima, credendo scacciar il vignarolo ho scacciato voi.
GUGLIELMO. Però tutto oggi mi han dato per lo capo dell'«astrologo» e del «vignarolo», e mi erano un'esca che mi accendevano il fuoco dell'ira nel petto. Ben è vero che gli la promessi, ma me ne sono pentito mille volte poi.
LELIO. Padre, che abbiate stimato Pandolfo cosí vecchio meritevole marito di vostra figlia, nol debbo né lo posso credere; ma perché dite che foste di tal parere, sarei di parer io che si desse ad Eugenio suo figlio, che ne è piú meritevole assai.
GUGLIELMO. Figlio, fa' di Artemisia quello che ti piace, ché io in nulla ti sarò contrario.
CRICCA. Se avete giudicato Eugenio degno di vostra figlia, sará ancor degno il signor Lelio di Sulpizia sua figlia.
GUGLIELMO. Io di ogni vostro contento ne resto contentissimo: ho avuto sempre desio di parentarmi con Pandolfo.
CRICCA. Voi con la vostra inopinata venuta sarete cagione di molto contento. Persuader a Pandolfo lasciar Artemisia è un giuocare a perdere; e si verrá seco a termini fastidiosi, perché è cosí pazzo che manca poco a trar sassi. Io ho pensato un modo che con le sue proprie mani si troncará la radice a' suoi poco onesti desidèri, e scioglia con le sue mani quel nodo con il quale egli pensava allacciarci: se ne volgeranno le saette contra l'arciero, e noi resteremo ricchi per la sua perdita e felici per la sua disgrazia.