PROTODIDASCALO. Falsum, idest falsa imaginatio est che la vista d'una cosa amata voglia rincrescer giamai; anzi non è cosa piú melliflua e piena di dolcedine ch'un polcrissimo aspetto, e quanto gli oculari radii piú reciprocano meno si saziano. Concludo ergo che questo tuo venir a Napoli non è altro che addere ignem igni.
LAMPRIDIO. Questa será veramente l'acqua ch'estinguerá il mio foco.
PROTODIDASCALO. Será come l'acqua che spruzza il fabro ferrario su' carboni per fargli piú flagranti ed escandescenti.
LAMPRIDIO. Non fará il tuo dire ch'io perda la sua grazia, poiché l'ho acquistata.
PROTODIDASCALO. Oh miserrimo e deperdito te, che chiami acquisizion d'altri la iattura di te medesimo! Rememora che quando pervenesti a Salerno non v'era giovine d'intelletto piú terso né di indole piú elegante di te. Sempre col Cantalicio e con lo Spicilegio alle mani; appena diceva: «arrige aures», che subito ti ponevi in ordine e aprivi le orecchie; non ti dava dettato cosí grande che non l'avessi capito e posto ben bene entro i meati dell'intelletto. Ed io vice versa tutto mi congratulava di tanta obedienza. Or piú non prezzi i fatti miei, «cepit te oblivio» d'ogni buon costume, e ti sei posto ad amplectere l'amor d'una donna. Odi Marone: «Varium et mutabile semper femina»; dove l'Ascensiano interprete enucleando quelle parole dice: «Femina nulla bona». Ella si ricorderá di te appunto come se non t'avesse conosciuto mai. Ma stimi che s'alcun formoso la chieda in copula matrimoniale, per amor tuo voglia giacer frigida nel lecto?
LAMPRIDIO. Protodidascalo, non far questa ingiuria al bello animo suo, ch'io nol comporterò.
PROTODIDASCALO. Ma penso fin ora ne sará fatto cerziore tuo padre Filastorgo—che è nome greco, «apò tû philin, apò tû astorgin», «ab amando filium», «che ti ama molto»;—onde o ti richiamerá a Roma overo un giorno tel vedrai: «Quem quaeritis? adsum»; ché non solo verrá qua equester o pedester ma navester ancora.
LAMPRIDIO. Il fuoco d'amore si consuma piuttosto da se stesso col tempo che con ricordi o solleciti avedimenti: però andiamo a Capovana a trovar Giulio studente che conoscemmo in Salerno, ché quel certo mi rallegrará con alcuna buona novella di Olimpia mia.
PROTODIDASCALO. Non ti ha scritto Giulio che Olimpia non voleva che tu fussi venuto a Napoli? e non ci fu detto nel diversorio che Olimpia si maritava con un certo capitano famigerato?
LAMPRIDIO. È bugia, nol credere.