SQUADRA. Fermatevi, padrone, ché vien Mastica e un giovanetto, qual stimo il romano. Ascoltiamo un poco: forse ragionano su questo fatto.

SCENA VI.

MASTICA, LAMPRIDIO, PROTODIDASCALO, SQUADRA, TRASILOGO.

MASTICA. Anzi or veniva insino a Salerno a recarti la piú lieta novella che tu avessi avuta giamai.

LAMPRIDIO. Perdonami se a torto mi sono adirato teco.

MASTICA. Conosci tu questa lettera?

LAMPRIDIO. Oimè, d'Olimpia mia!

MASTICA. Ti porto cosa miglior di questa.

LAMPRIDIO. Che cosa mi potrá esser piú cara e miglior di questa? Parla presto: che nuova m'apporti d'Olimpia?

MASTICA. Nulla, ma lei tutta insieme.