PROTODIDASCALO. (Me miserum, io arbitrava che fusse paulo minus che evaso da questa egritudine: or questa speranza sará un suscitabulo, ché di nuovo la fiamma si pascerá delle sue midolle!). Lampridio, perpendi gl'inganni, non credere, son tutte nughe.

LAMPRIDIO. Dimmi, Mastica, dove mi porti Olimpia?

PROTODIDASCALO. Se non la porta dentro quel suo tumido ventre, ignoriamo dove la porti.

MASTICA. Questo ventre è che te la porta.

PROTODIDASCALO. Dunque bisogna invocar: «Iuno Lucina fer opem», che tu partorisca, o chiamar un lanista che ti squarti per cavarnela fuori?

MASTICA. Anzi mantenermelo grasso e grosso, onto e bisonto.

LAMPRIDIO. Mira che gran ventre che ha fatto!

PROTODIDASCALO. Come può esser gracilescente se dentro vi sono i
Bartoli e Baldi, i testi, l'arche e la supellectile ch'avevi in casa?

MASTICA. Che testi, che archi, che tele?

PROTODIDASCALO. Quei che saepicule abbiam pignorati e venduti per pabulare con munificentissima largitade la tua hiante bocca ed empir di vino cotesta tua absorbula gola.