LAMPRIDIO. Eunèmone suo fratello come vive?
SENNIA. Son dieci anni che si morio.
LAMPRIDIO. Duolmi di non poterlo veder vivo. Ditemi, mia sorella
Olimpia è maritata?
SENNIA. L'abbiamo giá per maritata e questa sera abbiamo destinata alle sue nozze: aremo doppia allegrezza.
LAMPRIDIO. Poiché non è maritata fin adesso, lasciate che ancor io ne abbi la parte della fatica: me ne informerò di costui, poi informerò bene mia sorella del tutto.
OLIMPIA. Mi contento che mio fratello facci di me ciò che gli piace.
SENNIA. Prima che entriate in altro ragionamento, parmi venghiati a riposarvi, ché per la fatica grande ch'avete sopportata la notte e il giorno stimo che non possiate regervi in piedi.
OLIMPIA. Andiamo, fratel mio.
SENNIA. (Quante carezze ti fa, Olimpia, il tuo fratello).
OLIMPIA. (Oh come è amorevole! deve essere usato in quelle parti della Turchia dove i fratelli e sorelle devono conversare con questa domestichezza).