LAMPRIDIO. (Racconta il fatto a Sennia e digli che venghi a tôrsi un poco spasso di fatti loro).
TEODOSIO. O di casa! Tic, toc.
LAMPRIDIO. Fermatevi, non battete, ché or ora verrá qua Sennia tua moglie. (Non posso tener le risa in vedergli cosí ben travestiti. Dal natural certo. Vedrò se sapran fingere come io ho fatto).
TEODOSIO. Rallegrati, Eugenio mio, ch'or vedrai la tua madre e tua sorella. Oh con quant'allegrezza ci riceverá e bacierá! penso si dileguará dall'allegrezza.
EUGENIO. Mi par ogni momento mill'anni d'incontrarci insieme.
SCENA VI.
SENNIA, TEODOSIO, EUGENIO, LAMPRIDIO.
SENNIA. Ove è questo mio marito nuovamente resuscitato?
LAMPRIDIO. Eccovi, madre, il bello sposo.
TEODOSIO. O Sennia moglie cara, giá giá vi riconosco alle fattezze se di te non mente il vivo ritratto che n'ho sempre portato nel core; giá ti conosco alla sola vista.