FILASTORGO. Hai fatto la vista cosí corta o forse l'aria di Napoli è cosí grossa che non ti fa veder bene?

LAMPRIDIO. Non ti conosco né mi curo conoscerti.

FILASTORGO. Non sei tu Lampridio?

LAMPRIDIO. Forestiere, m'avete tolto in cambio, perché chiamate
Lampridio un che si chiama Eugenio.

FILASTORGO. Il nome e i panni t'arai potuto cambiare, ma l'effigie è quella istessa che avevi in casa mia.

LAMPRIDIO. Tu sei troppo fastidioso: vuoi a forza ch'io ti conoschi non conoscendoti.

FILASTORGO. Non conosci tu Filastorgo?

LAMPRIDIO. Non ho inteso nominar tal nome giamai.

FILASTORGO. Che nieghi me non me ne maraviglio: maggior maraviglia sarebbe se, avendo negato te stesso, volessi accettar di conoscer me per padre.

LAMPRIDIO. Che arroganza è la tua far ingiuria a chi non conosci?