V.
Mitico serpe candido e rosato
cui splendon l'occhi arditi e ingannatori,
muove le spire lascive sul prato,
poi che dall'arbor l'augei cantori,
al muover dell'incanto, in quel fatato
cerchio ch'esprimon l'iridi, sui fiori
scendon ribelli e vinti ad un più grato
gioco tra l'erbe e a più soavi amori.
Ma poi che sono intenti al folleggiare,