Di poeti suicidi.

Praga, cerca nel buio una bestemmia

Sublime e strana! E intanto muor sui rami

La sua ricca vendemmia

Di sogni e di ricami».

Ne pigiarono il mosto, con molte pretese e molti esclusivismi, ne' cenacoli racchiusi tra le cortine verdi di Via Vivajo, nell'Ortaglia, nell'Osteria del Polpetta, nelle ragunate del Conservatorio, peripateticamente, per Via della Passione, tra lo sfondo del Naviglio, limitato dalla balaustra tortile del palazzo Visconti di Modrone e il dorso del Bastione impennacchiato, tra le foglie palmate delli ippocastani, di panocchie di fiori rosei e bianchi, gendarmi vestiti in gala a guardia della città. In tanto cantavano:

«Siam[47] tristi, Emilio, e da ogni salute

Messi in bando ambidue.

Ho perduto i miei sogni ad uno ad uno

Com'obolo di cieco;