Donde la sua ragion pratica viene insemprandosi con alto timbro speciale di prerogative costanti e perpetue. E, quando l'antropologia criminale lombrosiana invernicia il romanticismo ideologico di Rousseau, ne risulta La Colonia Felice; quando l'humorismo predominante viene a contatto colle vigilie armate e le ideali esaltazioni socialiste, sboccia Il Regno dei Cieli: il misantropo si fa filantropo. — La Colonia Felice è una riprova: induziona il principio di una civiltà con quella esperienza, per la quale Condillac perfece, viva, la Statua. A gradi, a gradi, dimostrò come, sotto la spinta della necessità, l'uomo si migliori. E davanti alla confusione filosofica del secolo, conseguenza del sistema hegeliano, contemporaneo di Spencer, egli ha proposto una intuizione, che, per le sue applicazioni, potrebbe assumere il valore di quella di Lamarck, precursore di Darwin nel determinare i principi della evoluzione in serie di costanza.

Eccone i Personaggi, avvicendati sopra l'isola ad informare simboli, a contenere, nell'albume maligno, il rosso embrione delli organi utili e buoni; dai quali si svolgeranno, necessariamente, le funzioni attive e le attribuzioni effettive disposte, per la divisione naturale del lavoro, in ogni aggregato d'uomini in lotta, per riaffermarsi e ricomporsi in clan, in nazione. Dall'atto riprovato dalla legge e dalla legge morale, sorge l'applicazione esatta di un valore, il quale, rivolto al governo di un popolo, l'avvia al miglioramento. Il gesto singolo differenzia l'individuo; tutti li individui concorrono ai diversi poteri di cui sono capaci: in questo modo l'egoismo si conserva e prospera; s'aumenta con lui la solidarietà delli egoismi, sin che raggiunga la più estesa espressione nella carità beneficente, senza sottintesi d'amore, di gloria, di paradiso, per il bisogno di espandersi, rimunerando sè stessa a profitto d'altrui.

Nobili ed immortali tempre d'artisti e di filosofi intesero a ricercare ciò che saranno per essere li uomini se potessero essere più saggi. Platone ha la sua Repubblica d'oro; Tomaso Moro, martire inglese, l'Utopia; Campanella, monaco cosentino, sfuggito al supplizio, ma non alle carceri napoletane, La Città del Sole; Fénelon, che retrocede, avvia Telemaco a Salento; Cabet, che galloppa avanti, vola in Icaria; un sognatore, il d'Ussières, uscito dal grembo della rivoluzione, rinnova Cyrus et Milto, sulla ragione delli Illuminati di Martinez de Pasqually e di Weischaupt, specchio del civismo giacobino; Paul Adam ripropone la sua maraviglia nelle Lettres de la Malésie, dov'egli si instaura Solone, Pericle, Omero e Fidia con sacerdozio di pace, di guerra, di pompe, di vittorie, di amori e di funebri. Il gufo parigino Sebastiano Mercier, destina le sue imaginazioni socialiste a L'An deux mille quatte cent quarante, Réve s'il en fut jamais; lo ringiovanisce e lo plagia il Bellamy: Nell'anno 2000; William Morris discopre una nuova Atlantide, e sopra fabrica ed instaura armoniosamente, le cimmerie Città della sua speranza; Camille Mauclair, confidando nelle umanità a venire, legge nei secoli futuri, la vittoriosa difesa dell'Europa insindacalizzata contro l'Asia musulmana; Anatole France, che ha voluto insegnarmi, ma non a digiuno, questa enumerazione, sfoggia l'ironico sogno di Sur la Pierre Blanche, dove il suo paradiso comunista protende le ali della felicità, ma dove la felicità è troppo consuetudinaria e non consente alla noja del vivere, rincontro dell'impreveduto, la razzata di smeraldo e di porpora del fortuito. Perchè, se l'umanità muta di poco nell'epoche e le togliete anche ed ahimè! il mistero, il pericolo, la paura, il sospetto, la necessità, il desiderio degenerata, sì annullerà ad un tratto con la bellezza, la bontà e la ragione della vita stessa.

Carlo Dossi lasciò da parte l'interrogazione: che cosa saremo domani? per raccontarci le origini; e, quando dalla scienza nuova, Zola estrae un romanzo di mostri, La Bête humaine, in cui la visione bovina dei fenomeni assume l'orrore delle allucinazioni deliranti, Carlo Dossi eleva un poema di naturale eroismo.

Regno dei Cieli, Colonia Felice, rappresentano, in estetica, un momento italiano di scientifico ed esatto positivismo, serenamente severo, vi è espresso l'ottimismo, determinista, colla fede nella perfettibile continuità, nel fatale andare dell'Uomo, verso Dio, per Dio divenire. Consacrano, nell'arte, la massima scoperta del XIX secolo, la legge divulgata ed assodata della evoluzione.

Dal mito poetico, dalla imagine filosofica, dal comma e dalla proposta ellenicamente colorita d'Anassimandro, d'Empedocle, di Democrito, che avevano intravisto l'unità della natura nella pluralità dei mondi, forza e materia in azione e tangibili, ed il concetto che tutti li organismi derivano da un solo o da pochissimi stipiti primogenii; sorgeva, in sul principio del 1800 e prendeva luce chiarissima, il fondamento razionale dell'evoluzione, sotto cui le belle poesie del dogma e d'ogni altra mitologica teogonia, cessavano di apparire, anche per la morale, verità rivelate. Per lungo spazio d'evi, la virtù della Indagine scientifica aveva sonnecchiato dentro le ceneri dell'ignoranza: la Genesi, sopportata e divisa dal Dimonio e dal Dio, aveva dettato il suo insegnamento, ne varietur. Tutto il Medio-Evo fu la lotta nascosta tra verità latina ed errore orientale; finchè la Rinascenza diede passo alle Divinità, restituiti simboli, non esseri resuscitati.

Copernico, Galileo, col tentando e ritentando, riaprirono le vie generose alla coscienza ed al rinnovamento scientifico del mondo; Laplace, dalla sua nebulosi, determinò l'origine de' sistemi solari; Lamarck, Saint-Hilare, Darwin trovarono che tutti li esseri viventi hanno origini comuni, che la vita delle piante e delli animali si svolge, da forme cellulari microorganiche, sino a raggiungere la complessa semplicità dell'uomo; in cui si assumono tutte le leggi della fisica, della chimica, della mecanica, donde gesto, volontà e pensiero sono il risultato di operazioni controllabili metodicamente e producono, similmente, reazioni al loro riflesso. — Venne Gorini, ed apprestò le sue scoperte, le sue pubbliche esperienze, auspice la Società del Pensiero; e dimostrò la teoria dei vulcani, le spontanee generazioni, le determinazioni evolutive. Venne Lombroso; e risalì a nostra dottrina autoctona, attinse alle fonti di Pitagora, discese per Gian Battista Vico, per Filangeri, pei Verri, per Romagnosi; si alleò al portato sperimentale di Darwin e di Spencer, colla selezione naturale, l'elezione sessuale, l'adattamento all'ambiente, la lotta per la vita, necessità per cui si trasformano e pure permangono li organismi: affermò, così, per opposto motivo, l'involuzione e, l'arresto di crescita, la stasi degenerativa, i fenomeni morbosi psichici e regressi di alcuni esemplari umani; fece parte, nella follia, al genio.

Egli aveva fondato la scuola scientifica del diritto: se l'antropologia criminale toglieva l'uomo dall'assurdo di un peccato originale, dalla crudeltà di una deliberata malvagità, gli assegnava una malattia, sostituiva, ad una colpa, l'immeritato destino del delinquere; chiamò, in parte, responsabile la società di molti delitti individuali, che scomparirebbero, se li organi dello stato volessero difendere e premunire, nella corsa del vivere e del meglio vivere, li individui soggetti alla loro tutela e trascurati per l'imperio delli antichi pregiudizii e privilegi, condannandoli ad essere li insufficienti abbandonati senza ajuto a migliorarsi. A che il castigo ultimo e definitivo che sopprime? Perchè diffidare della concreta virtù naturale, dell'istintivo principio che ci avvia, per l'utile, al meglio, e richiamar la legge grettamente sul fatto e là colpire a morte, quando il delitto capitale? — Anche la predicazione cristiana aveva fatto suo cardine del: «Viva e si converta!» Perchè, li ergastoli non avrebbero potuto tramutarsi in manicomii criminali, dove la esperienza e le cure avrebbero agito a salvare delinquenti, redimendoli? Perchè, se tutto è un cerchio chiuso e non sappiamo distinguere dove termini la materia e dove incomincia la forza, dove l'Uomo, per dar luogo a Dio, si dovrebbe dubitare della continuità delle leggi nel campo morale, dalla selezione fisica alla metamorfosi delli istinti, rivissuti come anomalie crudeli, sanguinose, cleptomane, bugiarde, depravare (tutti modi primordiali di difesa del troglodita, esposto ai pericoli del cielo, della terra, delli animali e del proprio fratello); perchè le bestialità non potrebbero svolgersi in virtù coscienti ed operanti, per l'utile, al benessere?

Li atavici, che rispecchiano le forme morbose della razza de' loro progenitori, si trasformano; una moralità superiore si evolve, per affrancar meglio la vita dell'individuo; si insempra, colla autonoma espulsione del male, la durata della specie. L'energia di costanza del Bergson riprova l'esattezza delle leggi evolutive: il regresso scompare; l'individuo si assetta in vista del futuro; il delinquente passivo e pericoloso, si tramuta nel cittadino per la grandezza della patria, per la gloria di sè stesso.

L'arte accorre a condecorar di bellezza la ragione scientifica della legge biologica; foggia i simboli umanati ed in azione del più grande poema di vita cosmica, — L'Esistenza umana; fa del mistero un drama, lo recita; dà alli uomini la percezione tangibile delle proprie origini e della propria destinazione. Ciò ha fatto Carlo Dossi, colla Colonia Felice: la mia lirica gli si mette al pari: