Signa. È invasa da Castruccio, che vi fa battere moneta d’oro, A 194, 195; poi la smantella, 196. Vi soggiorna Carlo VIII, C 14, 15. — Ved. Barbiano (da) Alberico.

Signorelli Bino. Appicca pratiche d’accordo col Principe d’Orange, C 290, 381.

Signorelli Ottaviano. Amico a Malatesta Baglioni, muore nell’Assedio, C 285.

Signoria (Priori e Gonfaloniere di giustizia). Si fonda il palagio del Popolo per sua abitazione, A 104. Si comincia a trarla a sorte, 188. Come fosse costituita, 203, 204. Spese annue per il mantenimento suo e della sua famiglia, 256. Sua Loggia, 369. È fatta a mano poi si ricomincia a trarla a sorte, B 315. Se ne rialza la dignità; suo Proposto, 321. Si torna a rifarla a mano, 320; e di nuovo a trarla a sorte, 334. Nuovamente a mano, 342, 364. È scelta dall’Ordine dei Settanta, 404; poi non più, 421. Va a offerta alla chiesa di San Giovanni il giorno di quel Santo, 533. Nuove riforme, C 26, 125, 132. Si ordina ch’ella segga tre mesi, 215. Abolita, 325. Giorno in cui cessa, 327.

Signoria (Piazza della). S’apre sulle rovine delle case degli Uberti, A 179. È sgombrata d’ogni impedimento, B 321. Come fosse addobbata e ciò che vi si facesse il giorno di San Giovanni, 532.

Siminetti. Arsione delle loro case, B 13.

Siminetti Bartolo detto Mastino. Dà nome a una legge fatta in favore della Parte Guelfa, A 316, 317. Messo a morte, B 41.

Simoncino detto Bugigatto, uno dei Ciompi. Preso e torturato, poi messo in libertà, B 17-19.

Simone di Biagio, corazzaio. Egli ed un suo figliuolo son morti e straziati dal popolo, B 48.

Sindaci dei cessanti e fuggitivi. B 485.