Diana, la poesia classica:

Da la mezza luna in capo
L'una si riconoscea:
Fiera e bella come statua
S'avanzava la gran dea.

Da la tunica succinta
L'anche e il petto uscivan fuore:
Le baciava della luna
Delle fiaccole il chiarore.

Bianco e gelido qual marmo
Era il viso. La severa
Rigidezza di quei tratti
E il pallor terribil era.

Ma ne' vividi occhi neri
Fieramente divampava
Un maligno e dolce fuoco,
Che accecava, divorava.

Abonda, la poesia romantica del medio evo

Vienle al fianco un'altra bella,
Che ben poco a lei somiglia;
Ma il candore ha pinto in volto
Della celtica famiglia.

Al dolcissimo sorriso
Ed al suon de la gioconda
Pazza voce io riconobbi
Di leggier la fata Abonda.

Avea faccia un po' pienotta,
Di rossor sempre soffusa;
E la bocca a cuor, che i bianchi
Denti mostra ognor socchiusa.

La leggera azzurra veste
Che portava apríasi al vento:
Spalle uguali neanche in sogno
D'aver visto mi rammento.