Erodiade, la poesia orientale:

Il suo bianco ardente viso
Rammentava le contrade
D'Orïente, le sue vesti
La sultana Scheherezade.

Era il naso un bianco giglio,
E le labbra melagrane;
Come palme in mezzo a un'oasi,
Le sue membra svelte e sane.

Sedea sopra una chinèa
Bianca, e a'lati uno ed un moro
Le trottava a piè, reggendo
Con la man la briglia d'oro.

Essa, Erodiade, volle la testa di San Giovanni Battista, perché ne era innamorata; e ora

Porta sempre nelle mani
Il vassoio con la testa
Di Giovanni; e di guardarla,
Di baciarla mai non resta.

Ne la notte s'alza, ed esce
Alla caccia, e porta in mano,
Com'è detto, il capo tronco:
Che talor (capriccio strano

Femminil!) con grandi risa
Fanciullesche in aria getta,
Come palla, e su 'l vassoio
Ricader quindi l'aspetta.

La regina degli ebrei sente e distingue nel poeta un suo nazionale: