Quando a me passò dinanzi,
Riguardommi, e m'accennò
Cosí languida col capo,
Che 'l mio cor forte tremò.
Ben tre volte andò la turba,
Galoppando, innanzi e indietro;
E tre volte, nel passare,
Salutommi il caro spetro.
Già sparía la processione,
Il tumulto già cessava;
E l'amabile saluto
Pe'l mio capo ancor trottava.
Tutto il giorno di poi il poeta fantastica della processione e specialmente delle tre donne:
E mi prese un fier desío
Di sognar, di delirare,
Un desío di quelle Amazzoni
Che aveo visto cavalcare.
O notturne visïoni,
Dall'aurora spaventate,
Dite, dite, ove fuggiste?
Ove al dí ricoverate?
Ricovero a Diana sono le rovine del paese che fu romano, onde ella in forma tra di dea e di strega conturba ancora gli spiriti:
Sotto i ruderi d'un tempio
Di Romagna, per timore
De' cristiani, ritirata
Sta Dïana il giorno. L'ore
De la nera mezzanotte
Per uscir fuori ella aspetta;
Ed allor con le compagne
A la caccia si diletta.
Piú lontano, piú fantastico, piú misterioso il refugio della romantica Abonda: