Signora contessa Silvia molto amata,
Voglio fare le mie confessioni; cioè vo' dir cose che, dopo morto, tolgano ogni dubbio del come io pensassi e credessi.
Cominciamo dal principio; da Dio, o da chi è tenuto Dio.
Poco più che ragazzo cominciai un inno a Cristo, così:
«Io non so chi tu sia, nè per che modo
Venuto se' quaggiù.....»
applicando a Cristo i versi che Dante poneva in bocca ad Ugolino.[56]
Uomo fatto, rincarai con parole mie proprie quel che avevo accennato di sbieco, segnatamente nella Chiesa gotica:
«O inaccessibile re degli spiriti,
tuoi templi il sole escludono.