[3]. Orazio, Carmina, lib. IV, ode seconda, 30-31.

[4]. Proprio allora il Poeta stava meditando e componendo la meravigliosa ode «Alla chiesa di Polenta».

[5]. È il conte Pier Scipione Pasolini Zanelli, immaturamente rapito all'affetto de' genitori e del Carducci il 28 decembre 1898.

[6]. Nazzareno Trovanelli di Cesena, «buon cittadino e buon letterato — scrive il Carducci nelle note alle Rime e Ritmi, Poesie, p. 1034 — di cui sono notevoli parecchie traduzioni dal Tennyson e dal Longfellow».

[7]. È interamente di mano del Poeta.

[8]. L'ode «Alla chiesa di Polenta».

[9]. Il cipresso di Francesca, che ancora non era stato colpito dal fulmine.

[10]. È interamente di mano del Poeta.

[11]. È una specie di vino nero romagnolo.

[12]. Don Luigi Zattini Brusaporci, allora arciprete della chiesa di Polenta, ed oggidì di quella di Bertinoro.