Ch'esser l'Uom felicissimo non de,
Nè senza amaro il dolce mai gustò.
Ricchezze non mi dar, nè povertà;
Dammi un mediocre stato: ho anch'io virtù
Da soffrir le mediocri avversità.
Ma dal mio Creditor scampami tu,
Che questo è un mal, che paragon non ha,
Io ne son stanco, e non ne posso più.
SONETTO
Oh quanto scioccamente vaneggiò,