Con indolenza, e con tranquillità,

M'avvezzò il Creditor de' Giulj tre.

E il mal, che tanti guai mi cagionò,

Pur finalmente un ben mi partorì,

Che un ben spesso da un mal cavar si può.

Nè mai timor dell'empia sorte avrò,

Se lieto in mezzo ai guai canto, e così

Colle sventure mie scherzando vo.

SONETTO

Vieni: mi disse il mio Destino un dì