Che di seguirmi ognor t'affatturò,

Sia destin, sia disgrazia, io non lo so:

So ben, che sempre, ove son io, sei tu.

Ond'io, che andrei nell'Indie, o nel Perù,

Per isfuggirti, o Creditor, men vo,

Ove non orma umano piè stampò,

Per non udirti, e non vederti più;

Ivi fra quelle taciturnità

Alto mi lagno, o Creditor, di te,

E lascio il chiuso affanno in libertà: