piú riconobbe, e, tra gli altri, il lucchese
155Bonagiunta Orbiccian; poi una voce
all’albero appressarsi lor difese.

Un angel quinci al martiro che cuoce
gl’invita, ed essi, per l’ora che tarda
era, ciascun n’andava sú veloce,

160mostrando Stazio a lui, se ben si guarda,
nostra generazione, e come l’ombra
prenda sembianza di corpo bugiarda,

e come sia da passione ingombra:
e, sí andando, pervennero al foco,
165prima che ’l santo monte facesse ombra;

lungo ’l qual trapassando per un poco
d’un sentieruolo udîr voci nemiche
al vizio di lussuria, ed in quel loco

piú anime conobbe, che ’mpudiche
170furon vivendo, e Guido Guinizelli
gli mostra Arnaldo in sí aspre fatiche.

Ma, poi che s’è dipartito da elli,
a trapassar lo foco i cari duci
confortan lui, ch’appena in mezzo a quelli

175il trapassò. Di quindi a l’alte luci
salir gl’invita uno angel che cantava,
pria s’ascondesser li raggi caduci.

Vede nel sonno poi Lia che s’ornava
di fior la testa, cantando parole
180nelle quali essa chi fosse mostrava.

Quindi levato nel levar del sole,
Virgilio di sé stesso il fa maestro,
sul monte giunti, e può far ciò che vuole.