Venuti adunque nel loco silvestro
185truova una selva, ed in quella si spazia
su per lo lito di Letè sinestro.

Vede una donna, che a lui di grazia
parla e con verissime ragioni:
del fiume il moto e dell’aura il sazia.

190Di quinci a vie piú alte ammirazioni
venuto, sette candelabri e molte
genti precedere un carro, i timoni

del qual traeva, con l’alie in sú vòlte,
un grifon d’oro, quanto uccel vedeasi,
195l’altro di carne, alle cui rote accolte

da ogni parte una danza moveasi
di certe donne, e nel mezzo Beatrice
del tratto carro splendida sedeasi.

Da cosí alta vista e sí felice
200percosso, da Virgilio con Istazio
esser lasciato lagrimando dice.

Appresso questo non per lungo spazio,
con agre riprension la donna il morde,
senza aver luogo a ricoprir mendazio;

205per che le sue virtú quasi concorde
li venner meno, e cadde, né sentisse
pria ch’alle sue orecchi, ad altro sorde,

pervenne:—Tiemmi;—onde, anzi ch’egli uscisse,
da una donna tratto per lo fiume,
210l’acqua convenne che egli inghiottisse.

Poi quattro donne, secondo il costume
di loro, il ricevettero, e menârlo
di Beatrice avanti al chiaro lume.