Qual gli paresse il suo viso, pensarlo
215ciascun che ’ntende può; poi la virtute
gli mancò qui a poter divisarlo.

I casi avversi appresso, e la salute
della Chiesa di Dio, sotto figmento
delle future come delle sute

220cose, disegna; poi il cominciamento
di Tigri e d’Eufrate vede in cima
del monte, e con Matelda va contento,

e con Istazio, ad Eunòe prima;
donde bagnato, e rimenato a quelle
225donne beate, finisce la rima,

«puro e disposto a salire alle stelle».

AL PARADISO

«La gloria di Colui che tutto move»
in questa parte mostra l’autore
a suo poder, qual ei la vide e dove.

Ed invocato d’Apollo l’ardore,
5di sé incerto, retro a Beatrice
pe’ raggi sen salí del suo splendore

nel primo ciel, lá, onde a ciascun dice,
men sofficiente, che retro a sua barca
piú non si metta fra ’l regno felice.