La cortigiana e l'apostolo.

«Mi vuoi, lo so, perchè non chiesi il dono
di te, perchè non t'amo e tu sei bella.
Ambi seguiam la nostra via, tu quella
della vendetta, io quella del perdono.

Ambi figli di vittime, ci appella
la stessa voce con diverso suono:
tu se' colei che abbatte i forti, io sono
quei che redime i vinti. Addio, sorella!»

Così disse, e la bella si raccolse
come una spada nella sua guaina,
micidïale a quei che ne la tolse.

L'apostolo nel turbine s'infranse
che a guerra eterna uomini e dèi trascina.
Su lui la cortigiana sola pianse.

Dopo il festino.

È sazio, cupo, solo. Con la bruma
del sonno una tristezza maliarda
scende. L'ultima face par che arda
sovra una bara: muor torbida e fuma.

S'accosta alla finestra. È l'alba. Guarda.
Rinasce il mondo sempre? Si consuma
la gioventù, la voluttà, la spuma
della vita, e più nulla... Or che più tarda?