Quando lo sposo, caro a' suoi, la tenne,
ella aspettava con dolce sgomento.
Ma il mistero dei corpi àpresi lento...
E in braccia ignote senza gioia svenne.

E ignora. Addio felicità ventenne
del cuor, dei sensi, addio! Forse un momento
palpiterà sotto uno sguardo intento,
perchè più pesi il suo dolor perenne.

E la vil tirannia! Le membra attorte,
premute, vïolate e l'infinita
nausea che l'empie nelle notti orrende!

Ciò la natura ignora, nè sospende
l'opera sua... Che sei, piccola vita
plasmata d'odio e di pensier di morte?

L'Amica.

Come in un raggio i due spiriti onesti
luceano. Un dì lo sguardo verecondo
vide quegli occhi fatti ardenti e mesti:
ebbe pietà... e cadde tutto un mondo.

Si levarono entrambi, come desti
da un malo sogno. Ma nitida in fondo
agli occhi sta la visïone e i gesti
d'entrambi, e tutto assume un che d'immondo.

Or colei che non seppe esser sorella
tende le mani a un ultimo richiamo,
già piene di tesori, or fatte ignude...

Oh fango! È il cielo che nella palude
più caldo e intenso brilla e noi scendiamo
in mezzo al fango a ricercar la stella!