Oro.
Oro, l'industrïoso uomo ti svelle
rilucente e sonoro di sotterra:
ti suggella e nel piccol pugno afferra
con te il valor del suo mondo ribelle.
E cercandosi l'energie sorelle,
tu sei l'anello per cui l'uom si serra
intorno al globo, irretica la terra
di sue radici e i rami alza a le stelle.
Questo sei? Fosti. Or, usurpato il regno
del pensier, del lavoro, dell'amore
e delle sante cose ond'eri segno,
contro te grida il sangue d'ogni cuore...
Altra bellezza, altro destin più degno
t'imprima il fuoco purificatore!
Occhi.
Occhi miei, da quel dì che il bel sembiante
che specchiaste a lo schiudervi, è dissolto,
e la natura vi scoprì il suo volto,
indi la donna vi sorrise amante,
quante fuggenti ombre di cose, quante
femminee rapid'ombre avete accolto!
Sovr'esse l'arte il suo potere ha svolto,
le fece umane, ed il mistero sante.
Ma un dì vi chiuderete, ciglia, porte
dell'umano spettacolo, e repente
la notte v'aprirà le sue grand'ale.