Duplex, omnis et unus.

Per me desiderai le rose, il vino,
la voluttà, le gioie tutte, per me?
Ben poco m'ebbi e sazio ero. Perchè?
Avevo udito piangermi vicino.

Ben poco m'ebbi e tutto diedi, infino
che sentendomi privo anche di me,
trovai colei che a me stesso mi diè,
e fummo un'onda nel ritmo divino.

Or tutto io sono, tutto effondo, aduno,
il pane e l'acqua ed il dolore umano
trasmuto in sangue ed in pensier' d'amore.

Sibilla ed io: ch'io son duplice e uno,
una mano, pur mia, nella mia mano
e un cuore, altro mio cuor, dentro il mio cuore.

Lotta per la vita.

Nei campi della vita ecco un'immensa
strage. Il più forte l'indifeso assale.
Da la cellula a l'uom, lungo le scale
della vita, l'un fa dell'altro mensa.

Ma dai fermenti che la strage addensa,
più ricca balza l'energia vitale;
annoda ganglî, organi tende, sale;
s'accende e raggia in un cervel che pensa.

E s'una Mente alfin l'ha scorta, vana
non fu la guerra; i fremiti ne ammorza,
la volge a un bene ch'ella stessa ignora.