Riso e pianto.
Pianto ed oblio! Rugiada che i vapori
dell'amore e dell'odio assorbi, esali;
effusïone di prementi mali,
balsamo che la gioia anche insapori!
E tu sorriso e riso alto che sfiori
le guance adolescenti e vivo sali
dai cuori offesi e i giochi dei mortali
dinanzi ai savî d'ironia decori!
Salubri doni! Abbatte uno le fronti
sul gorgo senza tempo, ove le terge
l'Essere addormïente, animatore;
l'altro le aderge verso gli orizzonti
serenatori, dove eterna emerge
la verità redenta dal dolore.
Il Santo.
Pensava il Santo quant'è cosa acerba
vivere. E non perchè la carne muore,
ma perchè il vivo al vivo dà dolore.
Ond'ei cessò di pascere pur l'erba.
E una voce gli sonò dentro: «Serba
la pietà per la vita inferïore;
ma da la tua, somma di vite e fiore,
ne germogli una forma più superba.
Compiangi il mondo pur, ma più compiangi
gli uomini, e torna a le lor case e addita
le vie per cui si ascende nella vita.