Le forme.

Vaporava la Terra: abbrividenti
profili alzava incontro ai soli occidui
e caotiche forme negli assidui
sforzi espelleva, esseri incerti, lenti.

A stento si scioglieano dai residui
del limo grave. Indi foreste e armenti
sorsero, e guizzi dentro l'acque e i venti,
e l'armonia di liberi individui.

L'ultima forma che la Terra espresse
l'opera proseguì. Architetture
pensose trasse dai fianchi materni.

Fasci di nervi or trama e raggi tesse.
E l'uom stupisce per le creature
che fioriscon da lui nei maggi eterni.

I Minimi.

È il corpo mio campo d'antiche sfide,
come la terra dentro la caligine
primeva. Forse qualche scaturigine
di vita in me per sempre si recide?

Sotto ogni forma bella che al ciel ride
l'uomo indaga, e l'afferra la vertigine.
Luce in fondo l'idea. Dove ha l'origine?
Un fermento la suscita o l'uccide.

Affrettan le agonie, le cose morte
sgombrano per far adito ai viventi,
indefessi operai del divenire.