Il professore si sentiva scappare dalla testa persino la soluzione della sua formola, e le trottava dietro in silenzio per raggiungerla; onde Pinotto, fatto più baldanzoso nella sua canzonatura, riprese:
— Signor professore, se ella per avventura..., — strisciando con un languore ineffabile su quel per avventura.
A questo punto il professore si riscosse, illuminato dalla necessità di porre un argine a tante offese sue e del suo intercalare, e proruppe:
— Taccia, signorino, e... faccia silenzio. Mi sono accorto, sa, che ella vuole disturbare l’ordine della scuola con i suoi motteggi.... Ella vuole compromettermi.... Ho capito.... Impertinente! Che cosa vogliono dire tanti per avventura detti a marcio sproposito? Ella m’intende e mi capisce.... Ma io saprò far rispettar me ed i miei per avventura...... Io farò chiamare il preside.... il bidello.... La farò cacciare dal Liceo.... Così le insegnerò io ad essere per avventura meno discolo.... Impertinente! —
Lo scolare con la solita sua calma da diplomatico:
— Non salti, egregio signor professore.... Non dia ne’ lumi.... Io impetro puramente e semplicemente l’esercizio di un diritto che per avventura mi spetta... Mia mamma paga la minervale, ed io venendo a scuola ho diritto di vedere e di imparare ciò che ella ha la bontà di scrivere sulla lavagna, facendo eziandio tesoro delle sue frasi da ritenersi. È un diritto che io sono disposto a far valere per avventura davanti a tutte le autorità, vuoi civili, vuoi scolastiche, sì militari, sì politiche, deliberato eziandio a porgere una acconcia petizione alle Camere.... Ella capirà....
— Taccia... e parli.....
— Farò così.... Ella capirà che io non posso esercitare il mio diritto e il mio dovere di apprendere l’umano scibile, che per avventura nelle scuole si imparte, se dovunque il guardo io giro, Immenso Dio! veggomi davanti l’amico Auricola, che mi nasconde ogni scienza ed arte con il padiglione delle sue orecchie. —
A questo padiglione la scolaresca scoppiò in una risata, che teneva da lungo tempo repressa: e rise per avventura lo stesso professore, il quale spinto dal desiderio di ritornare alla sua formula e di sfogarsi sopra un facile paziente, non che di stornare da sè la parte di ridicolo, che gli spettava, si rivolse ad Aurelio con una durezza da croato:
— E lei si alzi, Macaruffo Lasagnone! Lasci il suo posto, sciocco! e vada a sedersi nell’ultimo banco sotto il Crocifisso.... Così per avventura non farà più ombra a nessuno con le sue vele, orecchiuto asinello. —